Ubiquitous computing a Siena | una visita ai vincitori del premio “Genio made in Italy” dello SMAU

1urbantine winner wag ima tm Ubiquitous computing a Siena | una visita ai vincitori del premio Genio made in Italy dello SMAULiquidweb di Siena è una startup che si dedica, tra le altre cose, all’ubiquitous computing, il più promettente modello di interazione uomo-macchina che incorpora negli oggetti di tutti i giorni l’elaborazione delle informazioni, grazie alla diffusione delle tecnologie Internet e Web.

Pasquale Fedele, fondatore della società, crede che sia finalmente arrivato il momento della diffusione in modo pervasivo di questo modello in tutti gli aspetti della vita umana.

Siamo andati a trovarli questa mattina e Pasquale, fresco della vittoria del primo premio per il Genio made in Italy allo SMAU 2011, ci ha mostrato come pilotare un elicottero da modellismo con il pensiero.

L’applicazione modellizza i segnali del cervello umano attraverso un casco a sensori che percepisce le attività cerebrali. L’applicazione, una volta raccolte, le trasferisce, codificandole, all’elicottero, che si sposta secondo le nostre intenzioni.

La strada sembra essere quella giusta, se già i grandi produttori di auto stanno compiendo i primi passi nell’applicazione delle tecnologie di ubiquitous computing, a beneficio della sicurezza e del valore aggiunto dei propri prodotti.

Ford, ad esempio, ha già sviluppato un servizio basato su sistema operativo Microsoft che consente al guidatore di telefonare, far partire lo stereo con comandi vocali e di connettere il proprio smartphone e farlo agire. Anche Toyota si sta muovendo nella stessa direzione, ma con un elemento in più: la connessione ai social media.

Sicuramente la domotica la farà da padrona in questo mercato, per collegare in modo sempre più diretto e immediato l’impianto tecnologico di casa (stereo, frigorifero, forno). Cisco, per citare solo un player IT, calcola che ci saranno circa 15 miliardi di device collegati a Internet in circolazione entro il 2015, quando nel 2010 ce n’erano 7,5 miliardi. E questi device includeranno le TV (o quello che le TV diventeranno), le consolle, le macchine per il caffè.

L’obiettivo di Liquidweb è invece votato all’ambito assistenziale, per facilitare la vita a pazienti affetti da patologie quali tetraplegia, SLA, distrofie, sclerosi multipla, che possono paralizzare completamente la persona ma non intaccano le capacità intellettive.

Il passo importante da fare sarà sviluppare la tecnologia per rendere la massa critica di strumenti connessi conscia di come lavora il cervello umano, affinché li possa controllare.

Nel (quasi) immediato saranno gli smartphone lo strumento di interazione con oggetti connessi e intelligenti, generalmente mossi da pattern gestuali o comandi vocali, tecnologie destinate a svilupparsi enormemente nei prossimi anni.

Questo tipo di oggetti resterà di nicchia per un po’, ma gli smartphone, i tablet e altri device digitali sono destinati a trasferire un enorme impatto al mondo digitale e non solo.

Un’evoluzione di tutto ciò è lo wearable computing, ovvero l’area del ubiquitous computing basato sull’acquisizione di input e informazioni da sensori posizionati nei vestiti e negli oggetti che stanno più vicino al corpo: che sarà alla base della tecnologia personale e già Nike ha realizzato dei significativi esperimenti legati al fitness e all’esercizio fisico.

Stay tuned.

(fonte: http://www.economist.com/node/21531116)

Il documentale di Arxivar fa il pienone allo SMAU

Arxivar Il documentale di Arxivar fa il pienone allo SMAU

Stand sempre pieno allo SMAU per Abletech (Brescia), partner di Xenesys per la gestione documentale e il business process management attraverso Arxivar.

 

Alcuni dati sul materiale distribuito per rendere l’idea dell’afflusso di pubblico:

  • 1.200 brochure di prodotti
  • 700 penne
  • 800 calendari
  • 250 chiavette in formato carta di credito
  • 280 schede di feedback dalle 4 demo giornaliere; 10.30/11.30/12.30 e 14.30
  • 400 biglietti da visita.
  • 2 tv che hanno ripreso lo stand e le demo

Abletech, oltre ad effettuare le demo di Arxivar, ha presentato:

  • la nuova interfaccia Arxivar specifica per dispositivi mobile in HTML 5 compatibile con iPad, iPhone, Blackberry e Android
  • la nuova piattaforma web basata su tecnologia Silverlight, l’ambiente di runtime per WIndows e Mac che consente di visualizzare, all’interno del browser, Rich Internet Application, ovvero applicazioni multimediali ad alta interattività.

Xenesys è anche Centro di Assistenza Autorizzato Apple

Esploso2 500x374 Xenesys è anche Centro di Assistenza Autorizzato Apple

Xenesys si certifica come Centro di Assistenza Autorizzato Apple. Questa qualifica, a sole due settimane da quella di Rivenditore Autorizzato, conferma l’obiettivo aziendale di specializzarsi nel supporto delle imprese attive nel settore della moda e del lusso, del design e dell’editoria, tipicamente votate ai prodotti Apple.

La qualifica di Centro Assistenza Autorizzato Apple consentirà ai clienti con prodotti in garanzia di rivolgersi direttamente a Xenesys per la manutenzione e le riparazioni, oltre che ad assicurare loro un servizio di assistenza efficace e professionale da parte dei tecnici di Xenesys.

“Questa rinnovata e consolidata intesa con Apple ha per Xenesys un elevato valore strategico e operativo. - spiega Fabio Finetto, Amministratore Delegato allo sviluppo commerciale e tecnico di Xenesys – Ci consente infatti di qualificare ulteriormente il nostro servizio al cliente, già da anni specializzato nel fashion luxury, garantendo anche i servizi di assistenza Apple e mettendo a sistema le nostre competenze distintive a esplicito vantaggio delle imprese del design e dell’editoria”.

“Professionalità, competenza, attenzione costante alle esigenze del cliente sono i valori che orientano da sempre il nostro lavoro. – commenta Marco Iannucci, Presidente e Amministratore Delegato di Xenesys – Aver ottenuto la certificazione sia di Rivenditore che di Centro di Assistenza Autorizzato Apple ci qualifica ulteriormente agli occhi di tutte le imprese clienti, oltre che a darci grande soddisfazione”.

Best practice nel mobile commerce | soddisfare il consumatore con contenuti e usabilità

mcommerce1 302x500 Best practice nel mobile commerce | soddisfare il consumatore con contenuti e usabilità

Il mobile commerce è un trend ormai consolidato, che diventa ogni giorno più rilevante. Secondo i dati Forrester Research (gennaio 2011), gli acquisti via telefono cellulare potranno valere 31 miliardi di dollari già nel 2016: per i consumatori è sempre più naturale cercare informazioni su un prodotto tramite iphone, confrontare i prodotti e, infine, comprare. La stessa ricerca evidenzia come più del 20% degli utenti iPhone o Android abbia utilizzato un’applicazione per lo shopping.

Le possibilità di implementare un mobile-commerce sono essenzialmente tre:

  • mobile commerce come naturale estensione dell’e-commerce su web
  • mobile commerce SFA (sales force automation) per l’aumento della produttività della rete commerciale
  • mobile commerce come supporto alla vendita in-store

Il primo caso (estensione dell’e-commerce web) è certamente il più comune, visto anche il valore complessivo delle transazioni realizzate tramite e-commerce (delle quali il 7%, a tendere, proverrà da mobile). Il problema da affrontare è, essenzialmente, un versioning della piattaforma e-commerce, affinchè sia funzionante (e anche usabile) su schermi di dimensioni ridotta e su schermi touch che che fanno uso di movimenti come lo swipe o le multi-touch gesture.

Un esempio di soluzione è lo store di Salvatore Ferragamo (http://www.ferragamo.com), visibile da browser e realizzato in Adobe Flash, ma raggiungibile da iPad con un’interfaccia completamente diversa in HTML5. Poco prima dell’adozione della soluzione da parte di Ferragamo, un’analisi effettuata sugli ad del NY Times ha mostrato che una parte consistente della clientela interessata all’acquisto vi rinunciava poiché non atterrava su un sito ottimizzato per l’acquisto da iPhone.

Il mobile-commerce, però, offre delle possibilità che vanno oltre la vendita b2c: nella nostra esperienza (Xenesys), piattaforme di vendita mobile sono state utilizzate in modo estremamente efficace anche come strumento di rinforzo della rete vendita, che può piazzare gli ordini direttamente da iPad, o addirittura, come supporto in-store.

Importanti realtà del fashion utilizzano l’applicazione per mostrare ai clienti tutte le caratteristiche del prodotto, anche se non disponibile in store, così da poter vendere anche oggetti che non sono in stock al momento, per ragioni logistiche o di opportunità economica.

Il secondo e il terzo caso sono sicuramente più eleborati e dipendenti dalla realtà del cliente. Le opzioni sono diverse: è possibile rispondere alle necessità dell’azienda (necessità di lavorare offline, bisogno di integrazione con i sistemi informativi del cliente, flessibilità, scalabilità) con un’app nativa o con una web app.

Si tratta sicuramente di un argomento da tenere d’occhio, molto rilevante per il cliente (che dà per scontata l’accessibilità di tutti i contenuti da mobile) e nel quale le best practice sono ancora poche.

(fonte: http://www.forrester.com/rb/Research/mobile_commerce_forecast_2011_to_2016/q/id/58616/t/2)

Un’altra acquisizione per Xenesys | Bizeta Retail Solutions, specialista in gestione retail top di gamma

Retail 500x318 Unaltra acquisizione per Xenesys | Bizeta Retail Solutions, specialista in gestione retail top di gamma

Xenesys ha acquisito il 90 per cento delle quote di Bizeta Retail Solutions, società di Cormano (Milano), leader in Italia nelle soluzioni IT per il fashion retail.

L’acquisizione è stata annunciata questa mattina durante l’evento Fashion luxury retail solutions “Il rinnovamento al passo con i tempi” al Grand Hotel Villa Torretta di Sesto San Giovanni, che riuniva in sala i CIO del top del fashion italiano.

Dopo oltre 28 anni di comando da parte di Bruno Zeppellini, amministratore unico di Bizeta, l’azienda passa sotto la guida di Xenesys che continua nel suo processo di crescita e sviluppo, ampliando l’offerta rivolta al settore fashion e non solo.

Tre sono le caratteristiche che hanno portato Beanstore alla leadership nel settore IT per il retail:

  • consente di gestire sia i processi di vendita sia il back-office (magazzino e logistica) di qualsiasi punto vendita,
  • si integra perfettamente con qualunque sistema gestionale attualmente sul mercato,
  • si adatta inoltre perfettamente ad altre retail industry, come l’hospitality, l’ottica, il librario, etc.

“L’accordo siglato con Bizeta rappresenta per noi un passo importantissimo per la crescita dei prossimi anni. – ha commentato Marco Iannucci, presidente e amministratore delegato di Xenesys – L’obiettivo è di far crescere il business nell’ambito fashion per poi trasferire il know-how in altre industry”.

Nel giro di sei anni Xenesys ha conosciuto una crescita rapidissima.

“Nel 2005 siamo partiti in sette e ora siamo 400 – ha spiegato Fabio Finetto, amministratore delegato allo sviluppo tecnico e commerciale di Xenesys – Il nostro obiettivo ambizioso è di diventare il più grande system integrator multibrand in Italia”.